Oleolito alla calendula selvatica.

Ciao a tutti,

qualche giorno fa ho finalmente utilizzato il mio oleolito alla calendula, e siccome ho in mente di preparare un post su una ricetta semplicissima che ho fatto qualche giorno fa con l’oleolito, prima è necessario che vi spieghi come realizzarlo.

Innanzitutto devo dire che vivere in Sardegna è un privilegio, dal momento che abbiamo a disposizione davvero tantissime piante officinali, tant’è che la calendula che ho usato per preparare l’oleolito proviene dall’orto di un’amica di mia madre, dove cresce spontaneamente e in abbondanza.

calendula

Questo oleolito è un po un jolly, nel senso che ha davvero mille proprietà e può essere usato nelle creme per arricchirle e renderle lenitive.

Ingredienti:

100 g fiori di calendula essiccati;

1 litro di olio extravergine di oliva o riso.

Preparazione.

La preparazione di questa ricetta è semplice, ma lunga. Mi ricorda un po la preparazione della pozione polisucco di Hermione Granger!!! Ma vi assicuro che ne varrà la pena!

Per prima cosa dovete raccogliere i fiori oppure comprarli in erboristeria. Lasciateli in un luogo fresco e asciutto per una settimana/dieci giorni, in modo tale che perdano l’acqua che contengono.

Poi metteteli dentro un barattolo di vetro e copriteli con l’olio, lasciando un centimetro di spazio vuoto tra l’olio e il tappo. Al contrario della maggior parte degli oleoliti, che vanno conservati al buio, questo va esposto quotidianamente al sole. Io l’ho tenuto per tre settimane sul davanzale della finestra e l’ho agitato una volta ogni due giorni.

Trascorse le tre settimane, dovete filtrare l’olio e strizzare bene i fiori con una garza di cotone in modo che rilascino tutto l’olio. Potete aiutarvi anche con uno schiacciapatate.

Travasatelo in una bottiglia di vetro scuro e conservatelo in un luogo fresco e asciutto.

E voilà, l’oleolito alla calendula è pronto.

Se volete che si conservi a lungo potete aggiungere 1 grammo di tocoferolo (vitamina e).

Spero che vi sia piaciuto.

A presto.

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