Le mie “fallas”.

Ciao a tutti,

Oggi si concludono qui a Valencia las fallas.

In breve las fallas sono una festa che si celebra a Valencia e dintorni in cui vengono realizzate delle sculture che poi vengono bruciate il 19 di Marzo. In origine le sculture erano allegoriche, e facevano riferimento a situazioni e persone del quartiere in questione.

Le sculture si bruciano come atto simbolico per allontanare tutte le cose negative accadute, per purificare attraverso le fiamme l’anno passato e ridare luce e speranza all’anno nuovo.

Ogni quartiere celebra le proprie fallas, costruisce le proprie sculture e ha il proprio comitato e le proprie falleras mayores. A questo proposito non posso non notare una certa somiglianza con la festa de la Candelora che si celebra in Sardegna a Febbraio. Anche la Candelora ha a che fare col fuoco e con la luce, infatti è la festa in cui si celebra la presentazione al tempio di Gesù, il momento in cui viene portato alla luce. Anche in questo caso ci sono delle madrine dell’evento, la priorissa e la priorissedda. Tanti anni fa anch’io ero stata scelta per fare la priorissedda, come passa il tempo!

Nonostante questa festa oggi giorno sia considerata religiosa, le sue origini sono pagane e fanno riferimento direttamente agli antichi romani.

Tanto las fallas quanto la Candelora si festeggiano in un momento di transizione tra l’inverno e la primavera, e questo è stato sempre considerato un periodo perfetto per riti propiziatori per avere un buon raccolto, sono i cosiddetti riti apotropaici, riti che fanno riferimento alla sessualità per propiziare la fertilità.

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Ma ora parliamo di come ho vissuto las fallas. Ho scelto di vivere las fallas del mio quartiere dal momento che proprio sotto casa c’è la sede di un comitato fallero, quindi, volente o nolente, le mie giornate sono state scandite dagli spari mattutini a partire dalle 8, dal passaggio della banda, e dal concerto che mi ha tenuta sveglia fino alle 4 del mattino! Immaginate la mia felicità, a un certo punto ho addirittura sognato di fare le valigie e di andare a casa di Mauro il mio fidanzato, che però vive a Oristano, mica a due passi!!! Poi nel sogno mi sono resa conto che fosse assolutamente impossibile, cosa fa la stanchezza!!!

Poco fa hanno bruciato la scultura piccola, quella dei bambini, ed è stato emozionante. Ammetto di esserci andata senza grandi aspettative, e forse proprio questa è stata la chiave della mia meraviglia. Vedere dei fuochi d’artificio farsi largo tra le fessure scavate nella scultura, e poi vedere la scultura prendere fuoco, prima lentamente poi inesorabilmente, e trasformarsi in una grande fiamma, è come se avesse purificato anche me, e avesse allontanato tutti i pensieri negativi. Ero lì in piedi di fronte a questo spettacolo, con la macchina fotografica in mano cercando di cogliere ogni istante, e per la prima volta da quando sono a Valencia, mi sono sentita parte di qualcosa, di una comunità. Forse è proprio questo l’aspetto più bello di questa festa, cogliere il senso di appartenenza che lega queste persone che amano questa tradizione, che la curano e che la preparano di anno in anno. Un po quello che succede a Sedilo per l’Ardia.

Ecco come ho vissuto las fallas, un po come le vive un bambino, sia per quanto riguarda gli orari, ma anche per lo stupore e la meraviglia con cui le ho guardate.

A presto.

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